BARCELLONA POZZO DI GOTTO – Prosegue senza sosta l’attività di Legambiente del Longano. Questa volta sotto la lente d’ingrandimento le condizioni del torrente Longano di Barcellona Pozzo di Gotto. L’attenta e scrupolosa analisi di controllo svolta negli ultimi giorni ha permesso di individuare la presenza di uno scarico fognario all’interno del torrente con la conseguenza che le sostanze inquinanti vanno ad immettersi direttamente nel letto del torrente.
Da un’attenta analisi sembra che il danno sia da imputare alla rottura di una condotta fognaria che dal quartiere Sant’Andrea si immette in Via Calderone attraversando il torrente Longano. Proprio qui l’alluvione del 2011 ha gettato le basi per un problema ambientale non indifferente, in quanto la rottura non permette di far defluire i reflui in modo corretto.
A denunciare la situazione è Carmelo Ceraolo, presidente di Legambiente del Longano “Liquami di origine organica continuano a essere riversati nel torrente. L’inquinamento inevitabile e gli odori nauseabondi derivati dagli scarti sono ben sopra la soglia della tollerabilità umana. Il fenomeno crea notevoli disagi e problemi di natura igienico-sanitaria, favorendo altresì la proliferazione di insetti molesti e fastidiosi (mosche, zanzare, moscerini), tali condizioni, naturalmente, si accentuano maggiormente adesso durante la stagione estiva, in quanto l’assenza delle piogge comporta la sola presenza nel torrente dei liquami fognari”.
Sulle criticità in questione, Legambiente del Longano ha interessato le articolazioni comunali competenti, nonché la Protezione Civile che dovrebbe erogare il finanziamento per la relativa risoluzione, chiedendo che si provveda al più presto mediante un intervento straordinario in modo che venga rimossa la fonte inquinante.
L’analisi di Legambiente è critica “E’ necessario – scrive Ceraolo – che vengano attivati da subito gli interventi necessari per rimettere in sesto il sistema di raccolta e trattamento delle acque di scarico al fine di evitare che la condizione ambientale sopra descritta possa ulteriormente degenerare con conseguente pregiudizio per la salute pubblica”.
“Sempre di più le vicende di inquinamento ci parlano di un sistema fognario che non regge più e ha bisogno di grandi investimenti — scrive Carmelo Ceraolo — Se le rotture di una fogna, come in questo caso, possono anche essere eventi accidentali, non è accettabile che a pagarne le conseguenze siano sempre i cittadini e i torrenti che ricevono liquami e acque luride”.