La famiglia di Francesco Maniaci, il medico morto, lo scorso 9 ottobre, per la caduta di un albero sulla sua auto sull’A20, Messina-Palermo, mentre andava al lavoro. La denuncia è stata presentata dal legale della famiglia, l’avvocato Massimiliano Fabio del foro di Patti, che lo rende noto.
«Siamo distrutti, non riusciamo a farcene una ragione – afferma Valentina Maniaci, medico oncologo, sorella della vittima – non si può morire in questo modo. Mio fratello credeva fortemente nella giustizia, ha sempre lavorato, si è sempre dedicato agli altri credendo nei valori che ci sono stati insegnati. La sua perdita è uno strappo al cuore, un dolore fisico che non si può spiegare. Vogliamo chiarezza su quanto è successo. Mio fratello era una persona prudente, ma è stato strappato alla vita. Abbiamo ricevuto solidarietà da persone che non conosco ma – aggiunge – che hanno vissuto analoghi fatti e che hanno perso la vita su questa autostrada. Anche Francesco aveva scritto un post, che oggi appare profetico, dove descriveva le condizioni di quel tratto autostradale. Non deve più succedere una cosa del genere. Nessuno ce lo restituirà e niente colmerà il vuoto che sentiamo ma è importante fare chiarezza».