La “nuova” Valle della Luna di Melo Freni rieditata da Giambra

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E’ uscita da poco la riedizione del testo di Melo Freni dal titolo “La valle della luna” edito da Giambra Editori, una Casa editrice della Provincia di Messina nata con l’intento di diffondere la cultura dell’identità siciliana. Il noto scrittore e giornalista condensa nel testo, seppur nella brevità di una sera, le caratteristiche del suo impegno letterario: il destino, l’uomo, la storia, la poesia.
Sullo sfondo del romanzo la storia dell’Italia risorgimentale all’indomani dell’Unità d’Italia, dopo il ferimento di Garibaldi sull’Aspromonte da parte dei bersaglieri capitanati da Cialdini che bloccarono così l’avanzata dell’Eroe dei due Mondi in marcia verso la Capitale Pontificia. L’Italia voluta dai Piemontesi non si è rivelata quella paventata dai garibaldini, così la strada che questi si trovano a percorrere viene sbarrata dai comandanti dell’esercito regio che a Fantina, la valle che Freni descrive nel testo, eseguono un vero e proprio eccidio, il cosiddetto eccidio dei garibaldini avvenuto il 3 settembre 1862.
La storia vera s’intreccia con il romanzo che inizia quando il protagonista Giovanni Bottero, ex soldato sabaudo, schieratosi con Garibaldi, sta per attraversare le terre arse della valle compresa tra i villaggi di Bafia e Fondachelli – Fantina, nel messinese, per dirigersi, insieme ai suoi compagni, a Novara, l’antica Noa dei greci, dove una volta giunti, consegneranno alla guardia nazionale, secondo gli accordi presi dal comandante con il maggiore dell’esercito regio, i fucili e le divise. Gli avanzi delle bande garibaldine sono considerati dal potere regio prigionieri di guerra e disertori i fanti e i bersaglieri che dall’esercito passano alle camicie rosse.
Le vicende del testo si consumano in una sera, in quel poco tempo che non basta a compiere la missione che i garibaldini si prefiggono, ma sufficiente al punto da permettere all’autore, attraverso il sentire del protagonista, di rendere l’idea di un episodio ai più passato inosservato. Nella valle della luna Giovanni incontra gli abitanti, e fra tutti, Rosina, una ragazza di Fantina figlia di pastori, con la quale sboccia una bellissima storia d’amore. Il sentimento tra i due traccia il cammino tribolato di Giovanni verso la sentenza finale. La valle, nido scelto dal fato per l’incontro d’amore, diventa per Giovanni una nota drammatica consegnata alla storia come atto finale di uomini che agiscono secondo le leggi supreme del comando, e non per coscienza.
Il romanzo breve di Melo Freni, limpido e scorrevole nel suo procedere, racconta di una lucida follia che spegne i riflettori in una valle dimenticata dal tempo, nel cui fondo rimane il rumore della fucileria misto alle parole strazianti e dolcissime dell’amore tra Giovanni e Rosina.
Il testo consegna al lettore una storia vera che si verificò nella seconda metà dell’Ottocento sull’Aspromonte, da cui germinò l’infamia di Fantina e che come afferma Antonio Ghirelli “può essere considerato il momento chiave, fondamentale, per capire le cause, che ancora oggi, da allora, continuano a oscurare almeno in parte il grande sole italiano”.