Dopo tre giorni di esilio volontario, Rosario Crocetta è rientrato a Palazzo d’Orleans, ma la sua posizione rimane in bilico. Il governatore conferma che non intende dimettersi perché sarebbe come ammettere una colpa che dice di non avere sulle intercettazioni che coinvolgono il suo medico Matteo Tutino, ma il clima attorno a lui è pesante. “Diciamo che si lavora all’uscita. Per poveri, province, acqua pubblica, bilancio e sblocca-Sicilia potrebbe bastare un mese”, dice Crocetta, annunciando un possibile pacchetto di riforme. L’imbarazzo nel Pd siciliano è totale. E da Roma i vertici Dem fanno pressing perché si faccia chiarezza.
Il Governatore siciliano chiederà, inoltre, un risarcimento di 10 milioni di euro al settimanale l’Espresso per l’articolo in cui si parla della presunta telefonata tra il medico Matteo Tutino e il presidente della Regione. Lo ha reso noto l’avvocato Vincenzo Lo Re, legale dello stesso Crocetta, incontrando i giornalisti a Palermo.