Crocetta tra imbarazzi, silenzi e rinunce

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    Il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, non parteciperà alla cerimonia per l’anniversario della strage di via D’Amelio, alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Lo si apprende da fonti della regione. Per la cerimonia, Crocetta ha deciso di delegare il suo vice, Baldo Gucciardi in rappresentanza della Regione, rimanendo chiuso nel suo silenzio dopo le polemiche sulla presunta intercettazione telefonica col suo medico Matteo Tutino, pubblicata da l’Espresso. L’invito a non farsi vedere alle commemorazioni  del 23/o anniversario dell’assassinio di Paolo Borsellino gli era stato mandato per sms. Poche righe, l’essenziale perché capisse che non era ospite gradito, “firmate” da Rita, la sorella del magistrato ucciso. Non si sa se e cosa abbia risposto Rosario Crocetta, governatore siciliano arrivato a un passo dalle dimissioni. Se i politici continuano a discutere della presunta telefonata tra Tutino e il governatore, la Procura torna a negarne l’esistenza. A parlare è il capo dei pm Francesco Lo Voi che, dopo la pubblicazione della notizia, aveva fatto controllare capillarmente tutti gli atti d’indagine. “Ribadisco quanto contenuto nel comunicato stampa di ieri. – dice – L’intercettazione tra il dottor Tutino e il presidente Crocetta, di cui riferisce la stampa, non è agli atti di alcun procedimento di questo ufficio e neanche tra quelle registrate dal Nas”. Il che significa che la telefonata choc non solo non è nell’inchiesta sulla truffa per cui il medico si trova ai domiciliari, ma neppure nelle altre indagini che i magistrati stanno conducendo a carico di Tutino e della sua gestione del reparto di chirurgia maxillo-facciale dell’ospedale Villa Sofia. Fermo, invece, il settimanale L’Espresso che, fino ad oggi, ha ribadito l’esistenza della telefonata sostenendo che i giornalisti autori dell’articolo hanno ascoltato l’intercettazione.

    Intanto sul fonte dell’inchiesta, da intercettazioni del Nas agli atti dell’inchiesta sul chirurgo Matteo Tutino viene fuori che nel marzo 2014, dopo gli avvisi di garanzia al Tutino e al commissario dell’ospedale Villa Sofia di Palermo Giacomo Samperi, Rosario Crocetta avrebbe riferito a Tutino: “Ora ma viru io cu Lucia” (ora ci penso io). Samperi e Tutino parlano di disaccordo tra Crocetta e Borsellino e Samperi minaccia di denunciare l’assessore, insultata da un dipendente di Villa Sofia in un colloquio con Tutino.